
Ricordate la mitica serie di cartoni animati Harvey Birdman: Attorney At Law? No? Beh... questo è il motivo per cui questo gioco non uscirà in Italia. La serie su cui si basa esiste solo in inglese.. e qui non si è mai vista. Infatti il gioco è uscito lo scorso gennaio per PSP, PS2 e Wii, negli Stati Uniti, ma non sono previste altre release. Il cartone da cui è tratto ricicla una serie di vecchi cartoni di Hanna & Barbera, modificando leggermente i personaggi, e rendendo il tutto adatto ad un pubblico più adulto, per una nuova serie. Il protagonista della serie, Harvey Birdman, altri non è che il protagonista della serie Birdman (questa si che è arrivata in Italia). Fra i personaggi più o meno ricorrenti troviamo altri personaggi della sua stessa serie, come Mentok e Vulturo, ma anche di altre serie come Fred Flinston, Pixie e Dixie, Magilla gorilla lilla, ecc..
Dico subito che ho giocato la versione PSP, ma le tre versioni del gioco sono praticamente identiche (anche se la versione PSP ha un problema sulla sincronizzazione dei sottotitoli in alcuni punti del secondo caso, le altre versioni non dovrebbero avercelo) quindi la recensione vale per tutti e tre i formati.
Nel cartone Birdman decide, da supereroe, di diventare avvocato. e lavora per lo studio Sebben & Sebben. Il gioco con
siste in cinque casi (originali, non tratti dal cartone, anche se utilizzano temi ricorrenti) da far risolvere al nostro avvocato. Di serio non c'è praticamente nulla ed è pieno di battute, tuttavia i casi hanno una loro logica. Devo dire che giocarli mi ha fatto talmente ridere.. che sono andato a comprarmi i DVD della serie. E dopo averla vista.. si apprezza il gioco ancora di più per le situazioni che ripropone. Tuttavia è apprezzabilissimo anche senza conoscerla. Nel pieno dello spirito comico parodico della serie, la Capcom ha pensato bene di riempire il gioco di cameo-parodie da Street Fighter... tanto che anche il protagonista ad un certo punto si chiede se la Capcom abbia qualcosa a che fare con Street Fighter.
Abbiamo detto che in questo gioco si interpreta un avvocato. Conosciamo altri giochi del genere? Vediamo un po'.. ah si.. Phoenix Wright. E infatti questo gioco è davvero uguale a
lla serie dei Phoenix Wright. Le piccole modifiche (casi più corti, sequenze animate, filmatini da sbloccare, possibilità di skippare i filmati, semplificazione della sezione di ricerca indizi) che ci sono rendono il gioco leggeremente più veloce da giocare e più semplice, ma fondamentalmente è lo stesso gioco. Dal punto di vista audio e video.. sembra (con la dovuta modifica della risoluzione) di guardare il cartone. Per quanto questo non sfrutti per niente la potenza della PSP (sono semplici filmati) il risultato è decisamente gradevole.
Il vero problema di questo gioco è la lunghezza. Mi ci sono volute circa 4 ore per finire totalmente il gioco. Viste tutte le scenette, risolti tutti i casi, sbloccati tutti i filmati. A questo punto, non ho più nessun incentivo a rigiocarlo (non ci sono punti extra da guadagnare o altro). Per carità, il prezzo del gioco non è altissimo, costa circa 30 dollari (a cui però dovete sommare dogana e spedizione)... ma comunque 4 ore di gioco mi sembrano davvero poco.
In conclusione, il gioc
o è divertentissimo, basato su una meccanica di gioco ben collaudata, con delle scene davvero simpatiche che vi terranno incollati alla psp fino a quando non lo finirete. Purtroppo questo tempo non è molto lungo. Aggiungo anche che questo gioco è un'ottima pubblicità per la serie a cartoni, che spero vivamente vedremo anche in Italia, prima o poi. Come voto.. il gioco è fantastico ma non posso ignorare che dura così poco. Se per voi comprare un gioco per sole 4 ore di gioco non è un problema.. aggiungete pure due punti.
Voto finale: 6.5/10
sabato 8 marzo 2008
Recensione: Harvey Birdman: Attorney at Law (multi)
martedì 4 marzo 2008
Recensione: Downstream Panic! (PSP)
Le differenze principali sono due. La prima è che mentre in Lemmings si utilizzano i vari gadget a disposizione direttamente sui topolini verdi da salvare, qui agiamo solamente sull'a
mbiente, creando delle piante per sbarrare la strada, sparando ai predatori, aprendo delle valvole ecc.. La seconda differenza è che i pesci scendono nell'acqua.. e tendono a stare a galla. Questo vuol dire, ad esempio, che se in una conca c'è un buco che fa scendere l'acqua.. ma il flusso d'acqua che arriva nella conca è maggiore di quello uscente... i pesci resteranno tutti a galla nella conca e dal buco uscirà solo acqua. Di esempi se ne possono fare tanti ma è molto più semplice trovarcisi davanti e vederli. La fisica del gioco è piuttosto realistica e consistente, e di fronte a queste situazioni impreviste, di solito si esclama Cavolo è vero che fa così!!Oltre ai puzzle nel gioco non c'è altro. Questo da un lato è un bene perchè si può ricominciare un livello con la semplice pressione di un tasto senza perdere nulla, non ci sono pause
inutili fra un livello e l'altro, insomma si gioca sempre. Dall'altro è un male perchè non ci sono filmati, sequenze, pezzi di storia da sbloccare. Non ci sono aiuti o cose alternative da fare quando restiamo bloccati. Non ci sono modo alternativi di gioco (beh.. in realtà uno c'è.. ma ci fa fare gli stessi livelli già risolti ma utilizzando anche altri gadget per poter prendere le varie monete bonus). Non c'è incentivo a rigiocare (a parte una volta con i gadget extra per prendere le monete, appunto).Graficamente il gioco è molto accattivante. Una grafica carina e coccolosa, ben definita e comunque bella da vedere. Certo.. non ci sono troppe ambientazioni diverse quindi tende a diventare monotono
abbastanza in fretto. Esattamente la stessa cosa per l'audio. Carino e tutto quanto.. ma dopo un po' stanca. La giocabilità è molto buona.. anche se il fatto che il gioco si estende (a volte parecchio) in verticale a volte è un po' fastidioso visto che tocca andare continuamente (e velocemente) su e giù col pad. Una cosa che va fatta notare è la difficoltà. Superata la prima trentina di puzzle, leggermente impegnativi ma comunque superabili con pochi tentativi, si conosce la vera cattiveria dei programmatori che ci hanno preparato una lunga serie di livelli davvero ostici (non tutti, eh). Questa non è certo una cattiva cosa.. specie al giorno d'oggi dove molti giochi sono davvero troppo semplici (e poi che puzzle game sarebbe se fosse troppo facile?). Il problema è che no c'è nessun sistema d'aiuti nè altre cose da fare. Quindi se non riusciamo a superare un livello siamo piantati li fino a quando non ci viene l'ispirazione (meno male che c'è Internet).In conclusione il gioco è bello, divertente e impegnativo. Purtroppo a parte i puzzle stessi non c'è altro per catturare la nostra attenzione.. col risultato che, probabilmente, arrivati ad un livello piuttosto complicato lo lasceremo stare. Considerando anche che non ci sono incentivi a rigiocarlo.. non posso considerarmi pienamente soddisfatto. Tuttavia trovare puzzle game (belli) sulla psp non è un'impresa facile, quindi gli do comunque la sufficienza.
Voto finale: 6/10
lunedì 3 marzo 2008
Recensione: Mr. Jack (boardgame)

Mr. Jack è un gioco di deduzione e strategia per due giocatori. In realtà sarà solo uno dei due giocatori a dedurre, in quanto uno dei due interpreterà la polizia mentre l'altro Mr. Jack, ovvero Jack lo squartatore. La storia è abbastanza vaga... e serve solo per avere qualche nome noto e dare un pochino di background.. ma non è troppo legata al gioco. Nel distretto di Whitechapel si è consumato un omicidio, e il colpevole è un insospettabile cittadino. Sta alla polizia smascherarlo. Fine della storia.
Innanzitutto cominciamo con due informazioni abbastanza ininfluenti. La prima è che il gioco è piuttosto difficile da trovare. Dopo una prima limitatissima edizione ha di recente avuto una stampa più corposa.. ma anche quella va facilmente esaurita. La seconda è che i componenti sono davvero di ottima qualità. Un solidissimo e ben disegnato tabellone, delle carte rigide e delle pedine di ottima fattura e qualità. Insomma.. si vede che ci hanno messo davvero molta cura. Valuto un po' meno bene il manuale delle regole invece, che pur incorporando alcune FAQ poteva essere più chiaro. Niente che non si risolva con un giro nella rete (e gli autori sono molto disponibili a rispondere) ma resta comunque un po' fastidioso.
E ora veniamo al gi
oco. Ci sono otto personaggi, disposti in un modo fissato nel tabellone per la partenza. Uno di loro è l'assassino, e il giocatore che interpreta Jack lo sa (l'altro chiaramente no). Ad ogni turno dispari vengono estratti quattro personaggi. Prima la polizia muove uno qualunque di questi personaggi, poi Jack ne muove due, e infine la polizia muove il quarto. Nei turni pari si utilizzano gli altri quattro personaggi. Questa volta Jack sceglie per primo chi muovere, poi la polizia ne muove due e infine Jack muove il rimanente. Alla fine di ogni turno Jack deve dire se l'assassino è visibile o invisibile. Un personaggio è visibile se adiacente ad un lampione, ad un altro personaggio, o illuminato dalla lampada di Watson. Ci sono dei tombini che facilitano il movimento fra le varie parti della mappa agendo come dei teletrasporti. Ogni personaggio ha un'abilità speciale unica che può usare nel suo turno. Ad esem
pio Smith spegne un lampione e ne accende un'altro, Lestrade può spostare i blocchi della polizia, Watson ha una lampada che illumina in linea retta. Sulla mappa ci sono quattro uscite, due delle quali sono bloccate dalla polizia. Se Jack ha concluso il turno precedente non visibile, ed è abbastanza vicino ad una uscita libera, può scappare vincendo così il gioco. Durante un qualunque turno la polizia può accusare Jack muovendo un altro personaggio nella sua casella. Se ha ragione.. ha vinto.. altrimenti vince Jack. Se passano gli otto turni previsti senza vincitori nè vinti ha vinto Jack che è riuscito a nascondersi nelle ombre abbastanza a lungo.
Le regole possono sembrare complicate ma in realtà si assimilano piuttosto in fretta (a patto di avere a disposizione le faq). Il gioco è decisamente bilanciato e dannatamente strategico. Vi troverete spesso a pensare per parecchio tempo su una singola mossa. La componente casuale è presente ed importa
nte (l'estrazione di Jack, e dei personaggi da usare ad ogni turno, nonchè degli indizi che può pescare Sherlock Holmes) ma difficilmente determinante (anche se può comunque rendere la partita più semplice per uno dei due) a differenza di quello che invece accade nella maggior parte degli altri giochi di deduzione. Molto importante ai fini della vittoria anche la psicologia (perchè è stato mosso un certo personaggio piuttosto che un altro).
Secondo me questo è il miglior gioco del suo genere. Ci ho giocato abbastanza e non h
o ancora mai visto due partite uguali o mi sono trovato in una situazione noiosa. C'è sempre qualcosa da pensare e con le varie abilità le possiblità di movimento/cambiamenti sulla mappa sono davvero tantissime. Completo e bilanciato
Segnalo inoltre che è possibile giocare online (non è in tempo reale quindi potete metterci quanto volete a pensare alle singole mosse) a questo fantastico gioco collegandosi al sito: http://mrjack.biludi.de.
Voto finale: 9/10
mercoledì 27 febbraio 2008
Recensione: Jeanne D'Arc (PSP)

Jeanne D'Arc è un S-RPG - ovvero gioco di ruolo strategico per PSP uscito in America lo scorso Agosto e purtroppo non è ancora arrivato in Europa (nè ci sono informazioni circa un suo prossimo arrivo). So che sono un po' in ritardo per la recensione.. ma ho aspettato a giocarlo sperando (vanamente a quanto pare) in una release nostrana... e quindi sono riuscito a finirlo solo in questi giorni. Da notare che il gioco è stato sviluppato dai Level-5, che anche qui si sono fatti dare una mano, per la grafica, dallo Studio Ghibli (anche se è meno evidente che non in Professor Layton). Il risultato è davvero spettacolare. Ma andiamo con ordine.
La storia è ispirata piuttosto liberamente alla pulzella di Orleans, Giovanna D'Arco. Anche qui
la nostra giovane, guidata dalla voce di Dio, ispirerà le folle di francesi oppressi a lottare e li guiderà in battaglia contro l'usurpatore. Anche qui Giovanna dovrà fare i conti con i voltafaccia dei politici e gli intrighi e le macchinazioni di palazzo. Poi però hanno deciso di renderlo un gioco fantasy ed ecco che oltre agli umani troviamo una razza di uomini bestie, i Therion, mostri vari (classici fantasy tipo orchi, troll e draghi) e qualche demone extraplanare. La storia è molto accattivante, per quanto ci si possa aspettare in anticipo come evolverà c'è comunque un buon numero di colpi di scena (alcuni davvero magistrali). E poi anche se fantasticata, c'è comunque di fondo un'ambientazione storica, che contribuisce a prendere il giocatore. Inoltre durante i combattimenti, spesso i personaggi diranno qualche frase più o meno a sproposito.. che contribuiscono all'immersione e a capire quel personaggio.
Dal punto di vista audio visivo, Jeanne D'Arc si presenta con un buon numero di filmati, realizzati magistralmente (del resto ci ha lavorato anche lo Studio Ghibli), e con il tocco di classe di avere i personaggi parlare in inglese (release americana) ma con un marcato accento francese (anche se alle volte questo rende difficile afferrare qualche parola). Il gioco vero e proprio non fa gridare al miracolo, ma i pe
rsonaggi, deformed, sono molto carini e piuttosto dettagliati (specie quelli grandi e le armi più fighe). Peccato che non esistano differenze estetiche fra le armature, e che solo alcune armi abbiano una grafica personalizzata. Gli sfondi sono realizzati molto bene, specie gli edifici (anche se a volte bisogna fare delle acrobazie con la telecamera per capire chi sta dove, quando degli edifici ti coprono la visuale) anche se non tutti gli elementi sono molto animati. Gli attacchi e le magie sono ben animati, ma niente di particolare. In definitiva la grafica del gioco risulta buona ma nella media, ma arricchiti da frequenti filmati di grande qualità. Una nota negativa sui frequenti caricamenti... non lentissimi ma abbastanza da dare fastidio.
Come giocabilità, è un classico RPG Strategico a turni, molto simile a Tactics Ogre o Disgaea. Il numero di personaggi è fisso (quindi non se ne possono creare o catturare di nuovi) così come le armi che questi usano (Jeanne
può usare solo la spada) ma almeno se muoiono non è per sempre (come invece succede in Fire Emblem) e c'è abbastanza spazio per customizzare i personaggi usando le pietre abilità. Queste pietre sono equipaggiabili in numero fissato, e aggiungono abilità attive (come colpi speciali con le armi o magie) o passive (come rigenerazione degli hp, attacco migliorato). Solo le abilità che danno abilità con le armi sono ristrette (solo chi usa la spada può equipaggiare Blood Sword) mentre le altre sono libere (quindi anche un tank come Rufus può equipaggiare magie) anche se chiaramente le stat dei vari personaggi vanno tenute in considerazione per il risultato finale. Fondendo due pietre è possibile ottenerne una terza, generalmente più potente ma a volte semplicemente diversa. Questo è molto utile dato che le pietre, che si ottengono sconfiggendo i nemici o rubandogliele, sono più o meno casuali.. quindi il meccanismo di fusione ci da delle possibilità in più di avere le pietre che ci interessano. Peccato che le combinazioni si possano trovare solo sperimentando a caso (anche se per fortuna il gioco memorizza quelle scoperte) e che alcune pietre non siano sintetizzabili con delle fusioni (ragionevole, comunque). Le magie seguono un sistema di sasso-forbici-carta per cui ogni magia ha un elemento ed è più o meno efficace a seconda dell'elemnto di chi casta e di chi subisce. Di default i personaggi sono tutti di elemento neutro ma possono cambiare elemento con le apposite pietre abilità. Carina come idea ma inutilmente complicata.. dato che, tra
nne le magie curative e i rari casi in cui ci sono mostri immuni o quasi agli attacchi fisici, le magie non servano a molto e non vengano molto usate. Una curiosità, tutti gli stage del gioco hanno un numero massimo di turni utilizzabili. E a volte questo limite può essere stringente (e fastidioso). Praticamente in tutti gli stage si vince uccidendo tutte le unità nemche o il loro comandante. Solo in qualche stage bisogna raggiungere una certa zona e c'è uno stage molto carino in cui invece che uccidere vanno ingabbiati due draghi. Ma non mi lamento.. è quello che mi aspetto da un gioco di questo tipo.
La difficoltà del gioco, come spesso succede in questi giochi, dipende da quanto tempo si spende a powerlivellare. Se andiamo avanti di continuo con la storia il gioco si mostrerà decisamente impegnativo (ma abbastanza fattibile). Il punto è che ogni tanto appaiono dei free stage, combattimenti che non portano avanti la storia ma di solito danno qualche oggetto o abilità interessante (e comunque è carino vederli). Se si fanno tutti i free stage, e magari si perde un pochino di tempo per ottenere le abilità che vogliamo.. il gioco diventa decisamente troppo facile (con l'eccezione di quel dannato stage che diventa accessibile dopo aver finito il gioco.. grrr). Infatti i livelli dei nostri avversari sono fissi e non si adattano al nostro, peccato davvero.
Nella storia ci sono due punti in cui ci sono delle brevi biforcazioni. Mentre una è quasi ininfluente (è possi
bile comunque giocare lo stage mancato in seguito, ma mancano le informazioni della storia) l'altra influisce in quanto decide quale personaggio fra Claire e Rose incontreremo. E non c'è modo di incontrare l'altro se non iniziando da capo. Dubito che molti ne avranno voglia.. anche perchè dopo aver finito il gioco tutti gli stage avranno nuovi (e più potenti) nemici e nuove ricompense.. e ci saranno anche due nuovi stage che vi consiglio di fare per ottenere un ultima parte della storia. Insomma.. il gioco vi durerà parecchio.. ma dubito che lo rigiocherete (anche se riguardare tutte le animazioni della storia ha un suo perchè).
In conclusione: mi sono divertito tantissimo a giocarlo, soprattutto per il modo in cui è raccontata la storia e i personaggi carismatici a cui è facile affezzionarsi. La giocabilità ha qualche difettuccio ma in definitiva è un prodotto solido che non mancherà di tenervi attaccati alla PSP per parecchie ore.
Voto finale: 8.5/10
mercoledì 20 febbraio 2008
Recensione: Korsar (boardgame)
Anche Korsar, conosciuto anche come Loot o Pirat, non è un gioco nuovissimo, anzi. Risale infatti al 1992! La prima cosa da dire è che il creatore di questo gioco è il grandissimo Reiner Knizia, professore di matematica tedesco che ha scoperto che creare giochi gli piaceva (e rendeva) più di insegnare a scuola.. e da li è diventato uno dei più prolifici creatori di giochi da tavolo. La sua origine di matematico traspare in molti dei suoi giochi però. Spesso infatti, pur avendo una particolare ambientazione, i suoi giochi sono decisamente astratti, dei rompicapo come solo un matematico può concepirli, e Korsar non fa eccezione.
Korsar è un gioco di carte vagamente ambientato nel mondo dei pirati. Lo scopo è catturare la maggior quantità di oro saccheggiando i galeoni, ma vedremo presto che le meccaniche di gioco non ricordano per nulla l'ambientazione piratesca. Ci sono tre tipi di carte: pirati (di 4 diversi colori e 4 diversi valori), galeoni (con valore da 2 a 8) e capitani (uno per colore più l'ammiraglio). Si parte con 7 carte in mano. Ad ogni turno un giocatore può o giocare una carta o pescare una carta (quando finisce il mazzo delle carte da pescare si può scegliere di scartare una carta non galeone). I galeoni possono essere giocati in qualunque momento. I pirati si possono giocare su un qualunque galeone in gioco, ma quando un giocatore gioca un pirata, s
olo lui può giocare, su quel galeone, pirati di quel colore (e lui non può giocarne di altri colori). I capitani si possono giocare su un galeone per il quale il giocatore abbia già giocato almeno un pirata del colore corrispondente. Se all'inizio del turno di un giocatore, ha la maggioranza dei pirati su un galeone, si scartano tutti i pirati relativi a quel galeone e lui intasca il galeone. E queste sono le regole, altre 4-5 regole per sistemare alcuni piccoli dettagli ma che non cambiano la sostanza del gioco.
Giocare a Korsar è davvero divertente. Sembra che le azioni siano limitate ma in realtà ad ogni turno si hanno parecchie scelte a disposizione e, di solito, fino quasi alla fine non si può dire chi sta vincendo. Un difetto del gioco è che in teoria supporta da 2 a 8 giocatori, ma sconsiglio vivamente di giocarci solo in due, visto che risulta noioso e fin troppo basato sulla fortuna. Con tre o quattro giocatori invece da il meglio di sè. Essendo un gioco di carte la fortuna conta, ma di solito non è determinante, e questo è certamente un vantaggio.
In conclusione, a me Korsar piace tantissimo. Veloce da spiegare e da giocare, non troppo accattivante come materiali ma certamente molto strategico e mai ripetitivo. Ve lo consiglio caldamente.
Voto finale: 8.5/10
lunedì 18 febbraio 2008
Recensione: Training di Matematica del Prof. Kageyama (NDS)

Osservando il (lunghissimo) titolo originale Professor Kageyama's Maths Training: The Hundred Cell Calculation Method, in particolar modo notando la parola Training, e vedendo che è prodotto dalla Nintendo per il DS intuiamo subito che quello che ci troviamo fra le mani è il nuovo gioco della serie Qualcosa Training per Nintendo DS, partiti un po' di tempo fa con l'ottimo Brain Training e che sembra trovare ogni giorno qualcosa di nuovo da allenare.
La prima domanda che ci possiamo fare è: chi è questo professor Hideo Kageyama che cerca di prendere il posto, nei nostri cuori, pardon cervelli, del neurologo più famoso della stori
a dei videogiochi: il dottor Kawashima? Con una rapida ricerca possiamo scoprire che questo non è il primo gioco che porta il suo nome. Nel 2006 uscì Hideo Kageyama's IQ Teacher DS, sempre per Nintendo DS. Il gioco in questione non è mai uscito dal Giappone, purtroppo. Si trattava di un classico gioco di domande, logica, calcolo con la pretesa di calcolare il quoziente intelletivo del giocatore. Come le invenzioni che presentava Nino Frassica a I Migliori Anni, non ha avuto successo. A parte questo, e che il prof si definisce uno specialista dell'apprendimento, non sono riuscito a trovare altre informazioni. Molte fonti lo citano come rinomato, ma nessuno dice per cosa.
Ma veniamo al gioco. La struttura è molto simile ai precedenti Training. Si tiene il DS di lato come un libro, ci si può cimentare in una serie di mini giochi di allenamento, o un test un po' più esaustivo che alla fine ci dirà quanto siamo bravi (o asini). Qualche piccola differenz
a c'è. I giochi sono tutti disponibili dall'inizio, non vanno più sbloccati giocando ogni giorno o raggiungendo particolari punteggi. Da un lato è un bene, dall'altro non avendo niente da sbloccare si perde un po' la voglia di giocare. Per ogni gioco ci sono dei punteggi raggiunti i quali otteniamo una medaglia di bronzo, argento o oro, e il gioco memorizza le medaglie raccolte. C'è una modalità multiplayer (ma non supporta il Wi-Fi, quindi dovrete essere nella stessa stanza). I minigiochi, ovviamente ruotano intorno alla matematica. Ma non vi spaventate.. non dovrete rispolverare le vostre conoscenze di Analisi per giocare.. bastano le quattro operazioni (e saper contare). Oltre ai minigiochi abbiamo il metodo delle Cento Celle (non temete, niente spogliarellisti digitalizzati) che praticamente è una griglia di cento caselle da riempire con i risultati di una delle quattro operazioni a scelta.
Pro: adoro la matematica e mi piace esercitare la mente con i numeri. L'idea di qualcosa che convinca i giovani d'oggi a fare a meno della calcolatrice per i calcoli più semplici è certamente lodevole. Ci sono parecchi esercizi, e qualcuno anche carino.
Contro: i calcoli sono tu
tti piuttosto semplici, i minigiochi non sono abbastanza elaborati o divertenti da tener vivo l'interesse.. visto che sono solo calcoli e conteggi. Dal punto di vista educativo, a parte prendere le medaglie non c'è nessun incentivo a giocare. Insomma.. scordatevi di usarlo per inculcare un po' di matematica in qualche ragazzo. Odio il fatto di dover scrivere i risultati con lo stilo in un gioco in cui il tempo di risposta conta. Per fortuna la situazione qui non è grave come in Brain Training dove dovevi scrivere parole.. ma è comunque seccante. Un tastierino numerico virtuale con i numeri da cliccare sarebbe stato 100 volte meglio. Multiplayer solo bluetooth.
In conclusione: Quelli a cui la matematica piace si divertiranno a fare gli esercizi una volta o due.. ma poi probabilmente finirà del dimenticatoio.
Voto finale: 4/10
Recensione: Quarto! (boardgame)

Quarto! non è certamente un gioco nuovo, anzi, si avvicina al secondo decennio di età visto che è uscito nel 1991. Ma allora perchè recensire un gioco così vecchio? Semplice... perchè è bello! In realtà questa recensione nasce dal fatto che spesso dei grandi classici vengono ignorati solamente perchè non si conoscono, visto che normalmente i siti di appassionati e i negozi danno risalto principalmente ai prodotti nuovi. E quindi ho deciso che di tanto in tanto recensirò anche qualche classico.
Questo gioco da tavolo, disegnato da Blaise Muller (credo che purtroppo questo sia l'unico gioco che abbia creato), è pubblicato dalla Gigamic. Di solito la Gigamic pubblica giochi con un buon numero (ma non eccessivo) di pezzi in legno, di solito piuttosto grandi, belli a vedersi. Con l'idea che oltre che da gioco possano fungere anche da elemento d'arredo. E Quarto! non fa eccezione (anche se negli anni è uscito anche Quarto! Mini, versione portatile e chiaramente molto meno di figura) soprattutto se consideriamo la stupenda versione Deluxe, pezzi davvero di ottima fattura e belli da tenere in soggiorno al posto della classica scacchiera (specie se nessuno la usa).
Il gioco è uno di quelli che preferisco: pochissime regole, ma una che ti fanno pensare parecchio. In pratica ci sono 16
pezzi di legno diversi. Ogni pezzo ha quattro proprietà binarie: un pezzo può essere alto o basso, bianco o nero, tondo o quadrato, solido o cavo. Si gioca su una scacchiera 4x4 e lo scopo è di fare Quarto! ovvero allineare, in orizzontale, verticale oppure diagonale, 4 pezzi che hanno almeno una caratteristica in comune (ad esempio 4 pezzi bianchi, o 4 pezzi neri, o 4 pezzi tondi, ecc. ecc.). Ad ogni turno si sceglie uno dei pezzi rimanente e il nostro avversario lo colloca in una qualunque casella libera sulla scacchiera, poi tocca a lui scegliere un pezzo e noi lo collochiamo. Il primo che fa Quarto!, o meglio, il primo che se ne accorge (si perchè se il mio avversario fa Quarto! e non se ne accorge.. io posso dichiararlo quando tocca di nuovo a me), vince la partita. Una partita dura mediamente 10 minuti o meno. Come avrete capito si può giocare solamente in due.
Quarto! risulta davvero divertente, veloce e semplice da spiegare. L'unico vero difetto di questo gioco è che se giocano due giocatori abbastanza esperti (e non è difficile diventarlo) e sono entrambi ben concentrati, quasi sicuramente la partita finirà in parità (un pò come il tris, da cui questo gioco trae chiaramente ispirazione). Quindi sicuramente non è una alternativa agli scacchi, come gioco 'brucia cervello' per il lungo periodo. Ma come gioco 'da salotto', bello da vedere, veloce da giocare e spiegare, e accattivante (c'è tanto da pensare ad ogni mossa) vale sicuramente la candela. Un altro neo, anche se non intrinseco nel gioco, è il suo prezzo: di solito non è a buon mercato, specialmente la versione Deluxe.
In conclusione un bel gioco per partite e giocatori occasionali, o semplicemente da esposizione. Difficilmente vi appassionerà tanto da giocarci assiduamente ma sicuramente vi ritroverete a giocarci di tanto in tanto. Se costasse un po' di meno guadegnerebbe almeno mezzo punto.
Voto finale: 7.5/10
venerdì 15 febbraio 2008
Recensione: Professor Layton and the Curious Village (NDS)

Finalmente disponibile in inglese il primo titolo della trilogia di giochi dedicati al Professor Layton, un bizzarro individuo (ma professore di che?) con una profonda passione per gli indovinelli. In Giappone il primo episodio ha avuto un discreto successo.. ma sarà capace di fare altrettanto anche da noi? Scopriamolo insieme!
Cominciamo col dire che il gioco è uscito in versione americana pochi giorni fa (il 10 Febbraio, per la precisione) e che, al momento, non è ancora stata annunciata la sua importazione in Europa. Tuttavia negli USA il titolo è stato distribuito da Nintendo stessa, e questo fa ben sperare. Gli sviluppatori sono i Level5, che la per là non mi dicevano niente ma poi ho scoperto che sono quelli che hanno fatto gli stupendi Jeanne D'Arc (PSP), Dark Cloud (PS2) e Dragon Quest VIII (PS2) e stanno lavorando a White Knight Story (PS3). Insomma.. un bel pedigree davvero. Ma in cosa consiste il gioco? Si tratta di una avventura grafica (un punta e clicca alla Myst, per intenderci) piena di puzzle da risolvere.. ma i puzzle non sono 'incastonati' nel mondo come succede di solito (del tipo usa la chiave di scimmia con l'orecchio della statua), bensì dei veri e propri indovinelli astratti che vengono proposti al nostro professore (o al suo impavido assistente).
Presentazione
Dal punto di vista grafico e sonoro, Professor Layton si presenta decisamente bene! Il gioco è totalmente 2D, con u
n piacevolissimo stile grafico da anime che ricorda parecchio da vicino Miyazaki (e scusate se è poco). Durante l'avventura ci imbatteremo in un buon numero di sequenze animate, davvero realizzate benissimo. Purtroppo però per la maggior parte del tempo vedremo un immagine statica con i personaggi animati incollati sopra. Il risultato è comunque piacevole, ma non si può certo gridare al miracolo. I vari indovinelli invece si avvalgono di una grafica abbastanza spartana, con lo schermo superiore destinato a mostrare il testo del puzzle e quello inferiore che contiene gli elementi su cui possiamo operare... di solito disegnati molto spartanamente. Il sonoro fa il suo lavoro non facendosi notare per la maggior parte del tempo.. ma rientrando magistralmente nelle scene animate. E c'è anche una buona dose di parlato (grandi i commenti sbruffoni del professore quando si risolve un quesito) di ottima qualità.
Storia
Ok. Da un'avventura che si rispetti ci si aspetta una bella storia coerente, e anche qui il professore non si fa trovare impreparato! I personaggi sono interessanti e la storia pur non essendo intricatissima fa di tutto per mantenere la suspance. Certo... l'ambientazione è un po' fantasiosa in quanto si tratta di un villaggio in cui tutti hanno la passione per gli indovinelli.. e non si riesce a parlare con nessuno senza che questi ci proponga un indovinello prima di darci il nostro indizio. Il tutto si inquadra bene nella natura favolosa della storia.. ma certamente fuori contesto ha poco senso. E Tycho e Gabe non si sono lasciati sfuggire l'occasione di dire la loro sull'argomento.
Giocabilità
A prima vista può sembrare la classica collezione di minigames che viene pubblicata sul
Nintendo DS. Del resto di giochi che si propongono di allenare la nostra mente ne esce uno al giorno. E invece no! Innanzitutto la parte di avventura non è solamente un pretesto per passare da un gioco all'altro (come, ad esempio, in O.M.G. 26 - Our Mini Games) ma è un gioco che per la sua realizzazione potrebbe anche avere una dignità a sè stante. E i puzzle non sono i soliti mini giochi più o meno complessi da ripetere per ottenere un punteggio migliore. Qui sono dei semplici 'ostacoli' nella nostra avventura. E una volta superati non è necessario affrontarli nuovamente (per quanto sia comunque possibile). Ed infatti ce ne sono ben 120! La maggior parte dei test sono dei classici (o loro varianti) come ad esempio spostare un fiammifero per trasformare un disegno di 4 cubi in un disegno di 3 cubi, o ancora far attraversare un fiume a tre lupi e tre galline senza che i lupi mangino le galline. La velocità di risposta o la capacità di farsi capire dal software (quanti di voi non hanno imprecato giocando al primo Brain Training durante quel dannato gioco in cui bisognava scrivere le parole che si ricordavano?) qui non contano nulla. Si ha tutto il tempo che si vuole, eventualmente possiamo scegliere di lasciar perdere e riprovarci in seguito (anche se alcuni indovinelli sono necessari per andare avanti con l'avventura). Una nota, però. Per risolvere alcuni giochi bisogna fare attenzione al modo esatto in cui sono formulati, cercando qualche doppio senso o qualche allusione. Di per sè non è un problema ma ricordiamoci che il gioco è in inglese che per molti di noi non è la nostra lingua madre. Una eventuale versione in italiano risolverà questo problema.
Longevità
Come nella ma
ggior parte delle avventure, una volta finito si ha ben poco interesse nel rigiocare di nuovo la storia (anche perchè, credo, non ci sono bivi)... a parte forse per rivedere le scene animate.. ma non credo sia il caso di molti. Per quanto riguarda gli indovinelli... rigiocarli non ha senso, visto che non c'è nessun punteggio da battere. Ma probabilmente dopo aver finito il gioco torneremo a cercare quelli che ci mancano (alcuni sono ben nascosti) e proveremo a risolvere quelli in cui avevamo fallito. E poi? Beh.. i Level-5 hanno aggiunto una grandissima feature al gioco: il puzzle della settimana! Collegandoci alla Nintendo Wi-Fi Connect potremo scaricare ogni settimana un nuovo puzzle per poterci divertire. Ovviamente gratis e il primo è già online. A me sembra davvero una iniziativa lodevole.
Conclusioni
Ho trovato Professor Layton and the Curious Village davvero un ottimo titolo. Storia simpatica e intrigante, bella grafica, interessantissimi puzzle che spesso riproporrete ai vostri amici (la maggior parte degli indovinelli non ha bisogno di nessun supporto per essere giocata) e la possibilità di scaricare un nuovo indovinello ogni settimana. Sono proprio contento che abbiano confermato l'uscita americana del secondo gioco della serie.
Voto finale: 9/10
PS: Il voto scende di due punti per chi capisce l'inglese ma non benissimo per via di alcuni enigmi che si basano molto sulla loro formulazione.
